La lunga telenovela per la poltrona più importante della FIGC, si è conclusa con l'elezione di Carlo Tavecchio, sopraggiunta alla terza votazione indetta durante l'assemblea straordinaria di oggi svolta all'Hilton Airport di Fiumicino.
Nonostante tutti i dissidi e le polemiche mediatiche che la battuta di Tavecchio sui calciatori stranieri, definiti "mangiabanane", il numero uno della Lega Nazionale Dilettanti è riuscito a spuntarla con la maggioranza del terzo scrutinio (quorum oltre il 50%) con il 63,63% dei voti sull'altro candidato, vale a dire Demetrio Albertini che non è andato oltre il 33,95%.
Dalle prime due votazioni (quorum 66%) invece è emersa una quasi totale unilateralità pro Tavecchio dalle società di Serie B, Lega Pro e Serie D; cosa invece non accaduta tra le 20 società di Serie A. E se Juventus, Roma, Torino e Fiorentina hanno confermato il loro "no" (le prime due avevano espresso già perplessità prima della discussa battuta), resta fermo in un sì assoluto Claudio Lotito, presidente della Lazio, ma anche quello di molti altri club tra cui Atalanta, Verona, Milan e Inter.
A terzo scrutinio finito, Tavecchio risulta eletto e riceve gli applausi della sala. E dopo un gesto di commiato con il presidente uscente Giancarlo Abete, dimessosi il 24 giugno scorso; in neo numero uno della FIGC legge una dichiarazione:
«Dalle vicende delle scorse settimane ho tratto insegnamenti che metterò a frutto. In un’epoca in cui si dà più risalto alla potenza delle parole piuttosto che dei pensieri e all’apparire piuttosto che all’essere, cercherò di migliorare il mio modo di essere un po’ ruvido e senza glamour come qualcuno lo ha definito ultimamente». Agli avversari viene concesso l’onore delle armi: «Vorrei ringraziare anche coloro che legittimamente hanno fatto scelte diverse. Sarò il presidente di tutti, soprattutto di coloro che hanno espresso dissenso. Giudichiamo solo dopo che avremo fatto delle cose insieme. Con le parole non sono mai stato a mio agio, ma le riforme nel nostro sistema possono farsi solo insieme», aggiunge. «Come detto nel mio programma, non ci sono uomini della provvidenza né ricette magiche. Esiste la cultura del lavoro e senza perdere altro tempo invito tutte le componenti ad abbandonare le divisioni e mettersi all’opera».In tutto questo, una domanda che sorgerebbe spontanea è quella legata al nuovo commissario tecnico della Nazionale Italiana al posto di Cesare Prandelli, dimessosi dopo la debacle azzurra ai Mondiali 2014. Ai nomi già gettonati da tempo, vale a dire quelli di Antonio Conte e Roberto Mancini, si è aggiunto quello di Alberto Zaccheroni. Un nome molto papabile considerata l'esigenza della Federazione di puntare su un ct non troppo costoso e che a differenza dei primi due ha un'esperienza come selezionatore dei tempi non troppo lontani del Giappone.
Ma per il momento Tavecchio non ha dichiarato nulla, annunciando che il suo piano di quanto svolgerà questa settimana, ove è compresa la scelta del nome del nuovo CT, lo farà presente solo lunedì prossimo, vale a dire il 18 agosto.
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