Al di là della precarietà degli avversari, la partenza del Milan stavolta è stata più decisa che in passato, tanto da mettere subito in chiaro le cose: rossoneri a comandare le operazioni, emiliani a salvare il salvabile. Fortuna (per loro) che Ibrahimovic ieri, pur voglioso di ben figurare anche nel lavoro di copertura e di difesa della palla, si sia mangiato una quantità industriale di possibili gol, raggiungendo l'apice della serata quando (37' del primo tempo), fiondandosi su un passaggio di Ronaldinho, è riuscito nell'impresa di farsi ribattere da Mirante tre conclusioni consecutive. Se non è roba da Guinness dei primati, poco ci manca. A ruota di Ibra si sono distinti pure Robinho e Antonini: anche loro hanno sciupato ghiotte opportunità per raddoppiare il gran gol messo a segno da Pirlo a metà del primo tempo, una sorta di missile terra-aria di millimetrica precisione che, scagliato da una trentina di metri dalla porta di Mirante, si infilava nell'angolino alla sinistra del portiere.
Di solito chi getta gol a grappoli rischia di pagare i suoi sprechi ed in effetti non è che il secondo tempo del Milan sia stato rose e fiori come il primo: lo si evince in maniera incontestabile dal numero delle conclusioni, drasticamente crollate rispetto alla prima metà della gara: destro secco di Ronaldinho toccato in angolo dal portiere e altro destro incrociato del brasiliano, che però si perdeva un nulla oltre il palo più lontano. Tenuto conto del fatto che dopo un'ora al galoppo, tra i rossoneri è incominciata ad affiorare la stanchezza, che il Parma, come si diceva prima, ha provveduto a dare una sistemata al centrocampo e che Allegri ci ha messo del suo, operando cambi velleitari (fuori Gattuso, l'unico capace di dare di ramazza, e dentro Pato al posto di Robinho) mentre anche un cieco avrebbe cercato di puntellare le crescenti angustie di una formazione che ormai aveva sputato anche il sangue, magari inserendo Flamini al posto del Papero, il Milan si è gradualmente chiuso subendo i rabbiosi attacchi dei padroni di casa che, stante la pochezza del loro reparto offensivo, hanno partorito soltanto la conclusione di Dzemaili di cui sopra e una serie di mischie da crepacuore che hanno costretto Nesta & Thiago Silva a fare gli straordinari, con tanto di rigore reclamato da Marques per un contatto con Abate che costava pure l'espulsione all'amministratore delegato Leonardi.
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