domenica 18 luglio 2010

Juve, in principio Diego

Doveva essere la fine della storia, Diego Ribas da Cunha ne sarà ancora l’inizio, oggi sul far della sera, dentro al Stadion an der Lohmühle di Lubecca dove la Juve sfida l’Amburgo (18,30, diretta Sky Sport 1 e Sky Calcio 2), primo serio avversario che ne tarerà testa e corazza. «Gioca lui», ha indicato la preferenza Gigi Del Neri, ieri dopo l’ultimo allenamento a Pinzolo: e va bene che il brasiliano finirà in vetrina davanti a occhi che lo seguono ma senza i soldi per i 4 milioni di stipendio, l’Amburgo appunto, andrà in campo pure per continuare l’evoluzione da seconda punta. O da assaltatore dietro a Trezeguet.

«Quello è il suo ruolo - ha spiegato senza stupore il tecnico bianconero - anche se potrebbe fare il centrocampista, con due punte davanti, ma sarebbe azzardato». Seconda punta, allora. «Se vi stupite siete disinformati - ha continuato Del Neri - perché proprio dietro la punta giocò l’anno scorso contro la mia Samp, con due esterni: forse fece la sua miglior partita. L’ho visto positivo lì, e per me quello è il suo ruolo». Dell’impegno del brasiliano e di David, due sulla lista di partenza, l’allenatore non è affatto sorpreso: «Mi aspettavo la volontà e l’ho vista. E poi sono giocatori di spessore tecnico e di esperienza».

Vista la prima legge di Del Neri, «D&D mai insieme», con Diego sul prato partirà seduto Alex Del Piero. Magari, prima o poi, verrà riformata la legislazione, aveva auspicato il capitano. «Penso che abbia detto quello che deve dire un giocatore - ha commentato sereno il tecnico - e sono sicuro che si metterà a disposizione per ottenere il massimo. È un giocatore, non fa il dirigente. Ci potranno essere cambiamenti in futuro: ma quello che conta di più è la sintonia che c’è tra me e lui». La stessa sintonia che Del Neri sta cercando di creare tra Diego e Trezeguet, ormai coppia fissa, anche se l’allenatore non ci vuol dare peso: «Però non ho mai pensato di fare una coppia con Del Piero e Diego». Mai due piccoli, seconda legge di Del Neri.

Per questa prima parte di cammino trentino, l’allenatore ha tracciato un bilancio positivo («Abbiamo lavorato bene, ma c’è tanto da fare»), però ora s’alza il livello di scontro: «Con Amburgo e Lione si cambierà - ha spiegato Del Neri - sono avversari di valore e così potremo dare una valutazione esatta sui giocatori». Inteso come check up di forma e preparazione.

Sabato prossimo a Cosenza, contro i francesi, ci sarà il primo test anche per Leonardo Bonucci: «Potrà fare mezz’ora, altro buon banco di prova per tutti. Intanto, arrivando qui in anticipo, ha già dimostrato che questo è un gruppo serio e che ha tanta voglia di fare». Le sfide s’annunciano toste, «fisicamente e tatticamente», tanto da rischiare «figuracce». Nessuna paura di affrontarle, però: «L’importante sarà dare il massimo, e poi pensiamo che mancano i nazionali. Sia chiaro però che io voglio il risultato e non figuracce: la maglia va onorata». La Juve che verrà, ce l’ha già in testa: «La tattica c’è». Per gli uomini, si vedrà. «E la tecnica da sola non basta - ha chiarito Del Neri - perché per fare risultato bisogna avere giocatori di qualità superiore: di tecnica e pensiero veloce, perché se contasse solo la tecnica, giocherei anch’io». Senza cercare incantesimi: «Nel calcio nessuno inventa nulla: le giacche a tre bottoni andavano già negli anni ‘80, devi solo riammodernarle. Io vado nel vecchio per portare il nuovo». Di nuovo, ieri sera, c’era un piccolo sciopero in Germania, che ha fatto decollare da Verona la Juve con tre ore di ritardo: basterà essere puntuali stasera.

Nessun commento: