sabato 21 agosto 2010

La Supercoppa Italiana è nerazzurra: 3-1 alla Roma

Caldo, umidità e zanzare. Ma, alla faccia della Milano semivuota che ancora sonnecchia tra Adriatico e Laghi, San Siro offre un bel colpo d’occhio per questa prima stagionale.
E’ l’esordio di Benitez, l’unica faccia nuova di due squadre che sono la copia carbone di quelle che hanno duellato per tutta la scorsa stagione. E, alla faccia di una preparazione faticosa e di una condizione approssimativa, le Inter e Roma offrono uno spettacolo gradevole: magari con qualche errore che tra qualche mese non vedremo più. Ma anche con una certa generosità.
L’avvio è molto piacevole: un colpo da una parte e uno dall’altra, a ritmi certo non forsennati ma neppure soporiferi. Maicon cerca l’affondo, Eto’o, che a quanto pare con Benitez la fascia la vedrà di rado si alterna a Milito in posizione centrale. Ma non è un’Inter molto diversa da quella dell’anno scorso. La Roma, che offre Menez, Pizarro, Vucinic, Perrotta e Totti dal primo minuto, gioca in modo inizialmente molto piacevole: è Vucinic a costringere Julio Cesar alla prima vera parata dell’incontro e subito dopo è invece il francese amettere sul fondo da ottima posizione.
L’ingranaggio va oliato: e Totti al 20’ decide di forzarlo. Palla perfetta per l’inserimento di Riise che evita Zanetti e appoggia in rete con un tiro preciso che rimbalza dal palo nel sacco: 1-0 Roma.
L’Inter reagisce senza scomporsi né sbilanciarsi, appoggiandosi però sempre molto di più a destra, verso Maicon, che non a sinistra, dove opera Sneijder. Ai nerazzurri basta aspettare: è il 42’ quando su un pallone perso da Milito, Vucinic mette in crisi i compagni con uno sciagurato retropassaggio che sorprende sia Juan che Lobont. Ma non Pandev che in spaccata trova il pareggio.
Il secondo si apre con Stankovic al posto di Zanetti e una bella conclusione al volo di Menez; i ritmi sono un po’ più blandi, il fiato più corto, le idee meno lucide. E non a fine gara, ma già al 55’. Ci vorrebbe un altro errore, o un calcio piazzato: come quello che Riise scaglia sui pugni di Julio Cesar.
L’errore lo commette invece il signor Romagnoli che sbandiera un fuorigioco inesistente di Eto’o prontissimo a scaricare su Milito. Il gol è annullato. Ma dopo pochi minuti l’Inter ritrova una difesa romanista alta, larga e comoda: percussione di Samuel, scarico a destra su Milito il cui cross trova Eto’o pronto a mettere in gol con un tocco di grande efficacia. Un gol molto simile a quello che il camerunense aveva messo a segno con la sua nazionale nel vittorioso 3-0 in amichevole contro la Polonia.
Il gol dell’Inter ci riporta all’antico: fumogeni e petardi dalla curva della Roma. Julio Cesar esce dai pali e Bergonzi sospende la gara. Ci vogliono cinque minuti per riprendere il gioco: che quando riprende offre comunque parecchie emozioni. Non gli spunti stanchi di Adriano, fischiatissimo dai suoi ex tifosi, e un'altra interruzione per petardi e razzetti. Ma un paio di ottime conclusioni di Maicon, che cerca il gran gol, e la rete di Eto’o che, imbeccato da un errore di Taddei e lanciato da un appoggio di Sneijder, calcia con forza da posizione angolata sorprendendo per la terza volta Lobont e la difesa giallorossa. L'Inter sfiora anche il quarto gol con Milito e ringrazia Julio Cesar, attento a evitare complicazioni inutili su una conclusione non facile di Menez.
Finisce 3-1, con l’Inter che domina, quasi senza volere, e che si prende la prima Coppa: la meno importante, anche se Super, per lo meno secondo l’immaginario del tifoso italiano.
“Ma da qualche parte bisogna pur cominciare” - dice Benitez. Tanto vale cominciare bene, giusto per non perdere il vizio.

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