mercoledì 7 luglio 2010

Roma, patata bollente: l'Unicredit vuole affidarla a una nuova società

ROMA
Una «Newco», una società nuova di zecca per custodire il 67% della Roma che - salvo colpi di scena - è destinata a passare nei prossimi giorni dall’Italpetroli della famiglia Sensi all’Unicredit. È questa, secondo ambienti legali vicini al negoziato, la strada che la banca guidata da Alessandro Profumo intende percorrere per tenere la partecipazione calcistica fuori dai suoi conti ed avviarla il più presto possibile a una vendita.

Ma sulla trattativa per la ristrutturazione dell’intero gruppo Italpetroli - dove Unicredit vuole convertire i suoi crediti per 325 milioni in una partecipazione del 51% al gruppo dei Sensi che si andrebbe ad aggiungere al 49% che già possiede - aleggia sempre lo spettro dello stop. L’ultimo rinvio c’è stato lunedì, quando ormai le posizioni parevano vicinissime. L’ostacolo? Un immobile di pregio del gruppo Italpetroli che Unicredit chiedeva in garanzia per erogare un mutuo - una palazzina del ‘600 nella romana via Panisperna, affittata al nucleo Carabinieri del Quirinale - risultava già gravato da un’ipoteca a favore di Mps, altro creditore del gruppo Sensi. Domani, dunque, ci si attende che Rosella Sensi si presenti con altri immobili, sgravati da ipoteche, alla trattativa; così la chiusura sarebbe più vicina...

Certo, la questione Roma - eredità assai indigesta della fusione Unicredit-Capitalia del 2007 - è particolarmente sensibile per Profumo, che avrebbe fatto volentieri a meno di trovarsi nell’inedita posizione di primo banchiere italiano azionista di controllo di una società di calcio quotata in Borsa. Il richiamo della «Maggica», unito alla rigida fede interista di Profumo, scatena le fantasie più ardite: se ne parla sulle frequenze di Radio Centro Suono Sport; se ne occupa addirittura il Financial Times, che parla della «reluctant ownership» - la riluttante proprietà - della squadra di calcio da parte della banca; ci mette il becco anche la politica con il governatore del Veneto Luca Zaia che deplora come Unicredit impegni le sue risorse.

Una miscela esplosiva, insomma, che in casa Unicredit si vuole disinnescare al più presto. Così i banchieri di piazza Cordusio, Milano, si terranno lontani da Trigoria, Roma Sud proprio attraverso la soluzione della «Newco» nella quale dovrebbe finire la partecipazione di maggioranza della As Roma, lasciandola fuori dal bilancio consolidato della banca. Unicredit ha infatti già deciso di affidare in fretta a un traghettatore - non c’è ancora un mandato formale, ma è già stata scelta la banca d’affari Rothschild il cui capo in Italia, Alessandro Daffina, è anche un gran tifoso della Roma - il compito di portare i giallorossi verso un nuovo proprietario. Chi e per quale cifra? Il nome della famiglia Angelucci - cliniche private, mattoni ed editoria - continua a circolare con insistenza. E in quanto al prezzo difficilmente si potrà andare oltre i 150 milioni.

Intanto Unicredit si terrà bene alla larga dalla Roma e dalle tentazioni del calciomercato, lasciando la gestione della squadra in mano al management e ai tecnici attuali. E la Sensi? La banca vorrebbe che proprio lei, come presidente senza più poteri operativi, assicurasse un passaggio senza scosse al nuovo compratore. Ma nelle trattative delle ultime ore la Sensi non sarebbe apparsa ancora sicura su questo punto. Quel che è certo è che l’ultima cosa che l’interista Profumo vuole fare è segnare un autogol proprio con la Roma.

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