lunedì 5 luglio 2010

Roma e Unicredit: si tratta In corso il nuovo incontro

ROMA, 5 luglio 2010 - Si attende ancora una soluzione che chiarisca quale sarà l'assetto societario futuro della Roma. Due ore e un quarto d'incontro fra le parti nello studio del professor Ruperto, in zona Corso Francia, non sono bastate a trovare un accordo definitivo. Con Rosella Sensi ancora faccia a faccia con il numero tre di Unicredit Piergiorgio Peluso. Le parti si sono ritrovate alle 18.40 per riprendere e chiudere il discorso e assicurano che il clima è sereno e che ci sono buone possibilità di arrivare all'intesa. Che, a questo punto, verrebbe comunicata a Borsa chiusa, senza pericoli di alterare il titolo che ha comunque chiuso con un importante +7,17%.


RINUNCE — Rinunciando a un arbitrato rischioso, i Sensi secondo indiscrezioni conserverebbero la residenza storica e altre proprietà immobiliari per circa 25-30 milioni. Adesso servirà la nomina, da parte dell'istituto di credito, di un advisor, un traghettatore, che valorizzi la Roma e gestisca il suo passaggio a un nuovo compratore o a una cordata di acquirenti.


GESTIONE-SENSI — La gestione-Sensi del club giallorosso è iniziata 17 anni fa: prima con il padre Franco, scomparso nel 2008, per 15 anni, poi negli ultimi due con la figlia Rosella. Un'epoca della storia giallorossa, tra vittorie esaltanti e sconfitte brucianti, grandi colpi di mercato e buchi di bilancio vertiginosi. Franco Sensi prese il club assieme a Massimo Mezzaroma per salvarlo dal fallimento della gestione di Giuseppe Ciarrapico e nel novembre del 1993 ne divenne unico proprietario. Un regno durato fino al 18 agosto 2008, quando il presidente morì ad 82 anni. Quindici anni con il picco dello scudetto del 2001, il terzo della storia della Roma. Ma anche tre lustri di dissidi con il Palazzo del calcio e alcune società del Nord (Milan e Juve), con Luciano Moggi e Adriano Galliani. Il diciottesimo presidente della storia romanista ha portato anche due Supercoppe italiane (2001 e 2007) e due Coppe Italia (2006-2007 e 2007-2008). Cinque volte la squadra è arrivata seconda (una a tavolino dopo Calciopoli). Nel 2008 il titolo perso all'ultima giornata con l'Inter tra mille polemiche. Finale simile anche nel maggio scorso.



L'ex presidente Franso Sensi con Totti. Ansa

IL PASSAGGIO A ROSELLA — Dopo la morte di Franco Sensi, alla guida della società subentrò la figlia Rosella, allora 36enne, già a.d. della società, che diventerà anche presidente di Italpetroli. Rosella eredita una squadra forte, ma anche un debito pesantissimo con Unicredit, visto che il presidente Sensi aveva impegnato molte delle proprietà di famiglia per continuare a finanziare la Roma. Dal 2008 si inizia a parlare di cessione della Roma per ripianare i debiti, ma tra ipotesi russe, arabe e americane, fra i nomi di George Soros e l'agente Fifa Vinicio Fioranelli, non se ne fa nulla. Nel 2009 esplode la contestazione dei tifosi; all'inizio dello scorso campionato l'esonero dell'allenatore Luciano Spalletti per il romano Claudio Ranieri. Sotto la sua guida la Roma contende fino all'ultima giornata lo scudetto alla super Inter di Josè Mourinho.


ALEMANNO VIGILA — Sullo storico cambiamento è intervenuto con una certa preoccupazione il sindaco di Roma Gianni Alemanno: "Questo è il momento più delicato: se la Roma di fatto sarà di proprietà di una banca, dobbiamo essere attenti e vigili, perché la squadra e il programma sportivo vengano preservati". Alemanno ha spiegato di aver "parlato più volte con Unicredit" e di essere stato chiaro, di aver "dato questa stessa indicazione a tutti quelli che nel tempo si sono proposti come possibili acquirenti". Tuttavia, ha concluso, "non possiamo entrare nelle dinamiche economiche della società, perchè è quotata in Borsa. Se ci saranno occasioni favorevoli per altri acquirenti, le rappresenteremo ma verificando sempre che ci sia un'attenzione verso la squadra e la sua capacità di far bene nel prossimo campionato".


Copiato da

http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Roma/05-07-2010/roma-accordo-71333413627.shtml

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